Una mostra fotografica lungo le vie della città, dal 28 maggio all’8 giugno, realizzata dagli studenti della Scuola Secondaria di primo grado, conclude un corso di fotografia con smartphone ideato e condotto dall’artista e autrice del progetto, Rossella Tramet.
L’idea originale di smART to school, condivisa con la preside Fanny Mion, già pedagogista della scuola, è quella di trasformare lo smartphone — spesso causa di isolamento e alienazione per molti ragazzi — in uno strumento capace di stimolare la creatività e formare uno sguardo personale sul mondo.
Gli studenti delle classi prime e seconde hanno scattato fotografie nel parco, esprimendo in modo autentico i valori della solidarietà, dell’amicizia e dell’attenzione alla natura.
Con il contributo dell’architetto milanese Felice Terrabuio, co-promotore del progetto e noto per numerose iniziative di arte pubblica, è nata l’idea di esporre le immagini lungo le vie e le piazze della città, negli spazi solitamente riservati alla pubblicità commerciale.
Guidati all’osservazione della realtà e dei dettagli spesso trascurati, i ragazzi hanno sviluppato uno sguardo curioso e meravigliato, aprendosi a un atteggiamento nuovo, attivo e critico verso il paesaggio. Un tema particolarmente caro a Pieve di Soligo, città natale del poeta Andrea Zanzotto.
Il progetto smART to school ha diversi obiettivi: dimostrare che lo smartphone può essere fonte di meraviglia e scoperta, anziché causa di alienazione e omologazione; coinvolgere i giovani come protagonisti attivi nel proprio territorio; allenare la capacità di osservazione critica e artistica; promuovere l’arte pubblica — o urban art — come strumento di riflessione, emozione e rigenerazione degli spazi urbani.
Per due settimane, a Pieve di Soligo saranno visibili le immagini a colori realizzate dagli studenti, accanto a quelle in bianco e nero del poeta Andrea Zanzotto, novantenne, che da anni campeggiano sui muri del paese.
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