L'ISTITUTO INFORMA
20 Ottobre 2020
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Una Canzone per il Balbi | Parole e Scuola in mutamento

Parole e Musica che incontrano il Bene

Che significato possono avere suoni e canzoni? Dai balconi, durante la Quarantena, abbiamo sentito tanti cori, tante parole condivise al ritmo di musica, per affrontare una fase storica e sociale critica.
In un momento sospeso tra ripresa scolastica e curve in risalita, l’incontro tra suoni e parole può aiutarci a trovare ciò che è Veramente buono per la nostra quotidianità. Per questo, dopo la presentazione in anteprima avvenuta lo scorso 19 Settembre per il Tempo del Creato, siamo finalmente orgogliosi di presentare la Canzone ufficiale del Collegio Vescovile Balbi-Valier!
Riscopriamone l’ideazione attraverso le parole del Prof. Matteo Carniato.

Perché una Canzone per il Collegio Balbi?

Fin da piccolo la musica ha avuto per me un sapore di eternità, l’ho sempre considerata un asse tra dentro e fuori, fino a diventare negli anni un ponte tra terra e cielo. Da quando ho iniziato a scrivere canzoni, mi sono per lo più affidato alla mia ispirazione, alle emozioni da me provate o a stimoli provenienti da esperienze vissute più o meno in prima persona.

Ecco perché, quando il Direttore del Collegio Balbi mi ha chiesto di scrivere una canzone per il Collegio, mi sono detto: “E adesso, cosa faccio? Come affronto questa richiesta?” Scrivere “Il bene più grande” è stata una vera e propria sfida.
Ho sempre pensato che scrivere “su commissione” non facesse per me, così abituato a vivere di ispirazione e a stare dentro i miei schemi compositivi.
Questa volta, invece, dovevo comporre qualcosa che non si riferisse direttamente al mio sentire. Così sono partito da un’attività del Progetto Adolescenza a cui gli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado avevano partecipato in via telematica durante il periodo di sospensione delle lezioni a causa del Covid. Dalle loro riflessioni era nato un documento molto interessante, dal titolo “Io guardo il positivo”.

Le frasi dei ragazzi mi avevano colpito, trasudavano fatica e speranza allo stesso tempo. Così ho preso le parti che mi avevano colpito di più e le ho tradotte in un testo che potesse essere fruibile prima di tutto da loro. E’ stato come dar voce ai loro sogni ed alle loro paure, in un momento in cui un brutto virus sembrava costringerli a chiudersi in se stessi. Quando il tutto si è tramutato in un testo e in una musica, dando concretamente forma ad una nuova canzone, avevo la sensazione che mancasse ancora qualcosa.
Allora mi sono detto che “Il bene più grande” aveva bisogno anche delle voci dei ragazzi per arrivare alla sua pienezza. Del resto, le parole della canzone le avevano scritte prima di tutto loro stessi. Così ho pensato di coinvolgere gli ex alunni di terza media dello scorso anno scolastico e con un buon numero di ragazzi abbiamo registrato delle parti vocali per il brano.

È stata un’esperienza davvero speciale: scorgere i volti emozionati dei ragazzi nello stare davanti ad un vero microfono, cantare insieme ai compagni…tutto questo mi ha fatto riflettere molto e mi ha confermato ancor di più che esiste sempre un bene più grande, anche quando le circostanze sembrano farci perdere il sorriso. E che vale sempre la pena dare tutto, anche nella fatica, un po’ come quando si impara a suonare uno strumento: solo dopo ore ed ore di esercizio si può gustare la bellezza di un suono armonioso.

(Prof. Matteo Carniato)

Ascolta “Il Bene più grande”

Arrangiamento a cura della Band NAAM e di Lodovico Saccol

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