Scuola dell'infanzia "San Giuseppe", Barbisano

PERCORSO SCOLASTICO

«Per educare un figlio ci vuole un villaggio. Per educare un ragazzo ci vuole tanta gente: famiglia, insegnanti, personale non docente, professori, tutti!»
Papa Francesco al mondo della scuola italiana, 10 maggio 2014

La scuola dell’infanzia rappresenta per il bambino il primo gradino del percorso formativo che lo accompagnerà per tutta la vita. Per questo, la scuola “San Giuseppe” di Barbisano coltiva un’idea di educazione aperta e accogliente.
Ogni bimbo può imparare ad apprezzare la bellezza del confronto con gli altri, sviluppando la consapevolezza di essere parte attiva e responsabile all'interno di un tutto, un insieme educativo che unisce famiglia, scuola e territorio. L’insegnante diventa quindi regista e promotore di un processo di apprendimento che inizia in famiglia e si arricchisce in classe, gettando le basi per la crescita.

ATTIVITÀ

Le attività svolte a scuola seguono la progettazione didattica annuale. Esse sono pensate, sviluppate e create dai bambini stessi; l’insegnante predispone il materiale, gli input iniziali, pone domande stimolo, osserva e documenta attraverso foto, video e produzioni grafiche di gruppo o individuali, trascrivendo i dialoghi che nascono (spontanei o guidati).
Due giorni a settimana, inoltre, i bambini si riuniscono nei laboratori, lavorando in gruppo omogeneo per maturare le competenze specifiche per la propria fascia d’età.

APPROCCIO

La nostra progettazione didattica trae spunto dal “Reggio Children Approach”, ovvero l’approccio di Reggio Emilia all'educazione dell’infanzia.
La Scuola "San Giuseppe" si è avvicinata a questa metodologia non solo perché ritenuta tra le migliori al mondo dai più autorevoli pedagogisti, ma soprattutto per un modo di concepire il bambino condiviso.

I bambini sono persone ricche di potenzialità, competenti, capaci di esprimersi con tanti linguaggi. Per queste e molte altre ragioni, vanno rispettati e messi nella condizione di dare il meglio di sé.
Una scuola che voglia essere realmente per tutti deve offrire a ciascuno la possibilità di raccontarsi nei modi e con gli strumenti che sente più adeguati alle proprie capacità e ai propri desideri: usando il corpo, la voce, la grafia, le mani, il canto, la logica e la parola.

AMBIENTI

"L’ambiente è il terzo educatore", diceva Loris Malaguzzi, fondatore del Reggio Emilia Approach. Gli spazi scolastici sono predisposti e studiati tanto dal punto di vista architettonico, quanto per sostenere l’intreccio di relazioni, siano esse fatte di incontri tra bambini, tra adulti, o tra diverse generazioni.
Gli ambienti sono vissuti come interlocutori educativi. Ogni stanza, con opportunità e spazi strutturati, coinvolge il bambino in esperienze di gioco, di scoperta e di ricerca. Una funzione speciale viene svolta dai mini atelier presenti in ogni aula, che stimolano il gioco con le "loose parts" (materiali destrutturati) e un tavolo luminoso.

La scuola dispone di un salone, tre sezioni, un’aula di inglese, la stanza della nanna, una sala da pranzo e la palestra. Il giardino è molto grande e ricco di giochi per ogni fase dell'infanzia.

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